Local vs Global: la nuova sfida del turismo giapponese


Perché i piccoli centri rurali del nostro Paese attirano sempre di più l'attenzione dei turisti giapponesi? Perché sempre più giapponesi in Italia lasciano alle spalle gli itinerari classici alla ricerca di località meno note?
Ecco una bella testimonianza di Pier Giorgio Girasole:

"Mai come oggi il Giappone è meta di visitatori stranieri.
C’è chi pensa si tratti di un fenomeno generazionale dato da un infanzia sempre maggiormente influenzata dai cartoni animati giapponesi ormai popolari in tutto il mondo.
Oppure ad un interessamento dopo la candidatura di Tokyo per i Giochi Olimpici del 2020.
Od infine semplice curiosità verso una cultura diversa e lontana come da sempre si prefigura quella giapponese agli occhi degli Occidentali.
Tuttavia parallelamente al turismo classico se ne sta sta sviluppando uno differente. Di tipo locale.
ll turismo locale è infatti un fenomeno visibilmente in crescita sia in Giappone che in Italia meta da sempre privilegiata dagli abitanti del Sol Levante e sembra prefigurarsi come il modello del futuro.
Il turismo classico, che ha come mete grandi città come Tokyo, Kyoto oppure Roma e Firenze, sembra così aver ceduto il passo ad uno che si concentra maggiormente su piccole realtà nascoste nella natura e conseguentemente meno conosciute.
In Giappone infatti sempre più turisti decidono di lasciarsi alle spalle Tokyo e le sue luci al neon per dirigersi verso piccoli centri lontano dalla frenesia urbana. Alla ricerca di località meno frequentate ma maggiormente autentiche.
Proprio come molti Giapponesi in visita in Italia decidono di cambiare gli itinerari classici per dirigersi verso la campagna o la costa meno conosciute.
Un turismo quindi volto non solo al relax ma anche alla scoperta di località nascoste e lontane dagli itinerari classici.
Un esempio può essere il caso della città di Tsuruoka nel nord dell’Honshu, la più grande delle isole del Giappone, dove ho avuto occasione di svolgere diverse attività di mediazione culturale dopo la nomina a città gastronomica Unesco nel 2015.
Questo piccolo centro attira numerosi visitatori dal Giappone e non per le sue bellezze paesaggistiche, per i propri sapori culinari e per le rinomate stazioni termali.
Negli ultimi anni le montagne di Dewa, meta di pellegrinaggi shintoisti da secoli, sono infatti divenute da località quasi sconosciute a luoghi visitati da un numero sempre più turisti di cui molti provenienti dall’estero mentre la cucina locale ha subito un processo di promozione cha l’ha resa celebre al di fuori della propria area di origine.
Le stazioni termali invece sembrano al contrario aver perso la fama di un tempo e molti hotel o resort concepiti per un turismo di massa sono stati abbandonati.
Esempio di come col tempo sia cambiata la concezione di viaggiare in Giappone.
Chi visita Tsuruoka è spesso chi è alla ricerca di un turismo locale, personale e decisamente responsabile.
Infatti è proprio questo uno dei requisiti per scoprire le realtà tradizonali del Giappone. Avvicinarsi con discrezione, conoscenza e rispetto.
Un atteggiamento fondamentale nelle realtà locali del Giappone ma spesso dimenticato in quelle maggiormente visitate.
Spesso infatti il turismo incontrollato genera profitto ma anche e soprattutto inquinamento.
A Kyoto il quartiere di Gion, celebre per le case da the dove risiedono le ultime geisha, è stato negli ultimi anni preso d’assalto da turisti che spesso visitano senza soffermarsi troppo sui particolari del luogo trasformando quest’ultimo in una fredda vetrina espositiva piuttosto che uno spazio legato alla tradizione giapponese.
A Nara, invece, il turismo regolato è riuscito ad affermarsi ed a svilupparsi mantenendo vivo il rispetto per la natura (si pensi ai cervi sacri del tempio Todaij) parte fondamentale della tradizone della città.
Benché i visitatori stranieri in Giappone siano cresciuti notevolmente spesso la qualità sembra aver ceduto il posto alla quantità. Tuttavia un turismo di tipo locale e responsabile potrebbe essere la soluzione migliore per preservare e far conoscere meglio le tradizioni ed i luoghi dell’arcipelago ai suoi visitatori.
Fenomeno analogo avviene in Italia dove molti piccoli centri rurali attirano l’attenzione di turisti giapponesi stufi di concentrare un tour in poco più di una settimana e curiosi di scoprire le realtà segrete del nostro Paese.
Il Piemonte, in particolare nella zona delle Langhe, sta registrando un incremento di turisti provenienti dal Sol Levante intenzionati a conoscere la cultura enogastronomica locale lontano dalle grandi centri turistici.
Fenomeno che si registra anche in Val d’Aosta dove sempre più turisti giapponesi decidono, zaino in spalla, di percorrerre i magnifici sentieri alpini che la caratterizzano.
Giappone ed Italia sembrano così essere accomunati da un turismo in via di mutazione. Dove il locale sembra essere privilegiato. Per trascorrere momenti di relax alla scoperta di emozioni e sensazioni che soltanto un’attento e responsabile viaggio può regalare."
Pier Giorgio Girasole


Pier Giorgio Girasole, che ringrazio per questo interessante contributo, è interprete e docente di lingua giapponese. Risiede a Torino e attualmente si trova in Giappone per lavoro.

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